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Ci chiedono un’app almeno una volta al mese. Nella maggior parte dei casi rispondiamo di no e proponiamo un sito fatto bene — che è un modo strano di vendere, ma è l’unico che regge nel tempo.
Il costo che nessuno mette nel preventivo
Un’app non finisce alla consegna. Apple e Google cambiano le regole ogni anno, e ogni anno l’app va aggiornata o sparisce dagli store. È un abbonamento tecnico che paghi finché l’app esiste, e va deciso prima di iniziare, non dopo.
I tre casi in cui vale
Il primo: le persone tornano più volte a settimana e ogni volta devono fare la stessa cosa in fretta — prenotare, timbrare, controllare uno stato. L’icona sulla home del telefono toglie attrito reale.
Il secondo: ti servono le notifiche push, e ti servono davvero. Non per il marketing — per avvisare che l’ordine è pronto, che il turno è cambiato, che qualcosa richiede attenzione adesso.
Il terzo: il lavoro si fa dove la rete non c’è. Magazzini, cantieri, campagna. Un’app funziona offline e sincronizza dopo; un sito no.
Se il tuo caso non è uno di questi tre, l’app che vuoi è un sito veloce con un’icona salvata sulla schermata home. Costa un quinto e nessuno se ne accorge.