
· Budget · 5 min di lettura
Chiunque abbia chiesto un preventivo per un sito ha ricevuto risposte che vanno da ottocento euro a quindicimila. Non è che qualcuno stia mentendo: è che la domanda “quanto costa un sito” assomiglia a “quanto costa una casa”. Dipende da quante stanze, in che città, e se la vuoi già arredata.
1. Quanto contenuto esiste già
È la voce che sposta di più il preventivo, e quasi nessuno la considera. Se hai già testi approvati, foto dei prodotti e un listino aggiornato, stiamo costruendo. Se non li hai, prima vanno scritti e fotografati — e quello è un progetto dentro il progetto.
2. Quante cose deve fare, oltre a essere letto
Un sito che presenta l’azienda e raccoglie contatti è una cosa. Uno che prende prenotazioni, calcola spedizioni, gestisce il magazzino e parla con il gestionale è un’altra: non è un sito più grande, è un software con una facciata.
3. Quante persone devono approvare
Un titolare che decide da solo chiude un design in due giorni. Tre soci con opinioni diverse ci mettono tre settimane, e quelle settimane qualcuno le paga. Non è un difetto dell’azienda, è una variabile: va messa nel conto invece di scoprirla a metà strada.
Un preventivo onesto non è quello più basso: è quello che ti dice cosa succede al prezzo se cambi idea a metà.
Per questo non pubblichiamo un listino. Dopo un’ora di call sappiamo dove ti trovi su queste tre variabili, e il preventivo che ricevi è dettagliato voce per voce, con la data di consegna dentro. Da lì in poi non si muove, a meno che non sposti tu il perimetro.